| Storia
orreva l'anno millenovecentoquarantanove quando carri a buoi, calessi e cavalli animavano il piazzale della Cantina, fondata dai primi trentacinque possidenti dolianovesi. Allora ogni socio con il proprio team, tutta la famiglia, seguiva i ritmi di campagna, dall'alba al tramonto, per curare la terra, allevare la vigna, vendemmiare l'uva che consegnava alla Cantina, perchè sapienti mani la curassero adeguatamente.
Da sempre ricco di pianori e declivi soleggiati, coltivati a vite e ulivo, il Parteolla fu popolato nell'età del ferro (Sa dom'e S'orcu), nell'epoca fenicia (Mitza Salumu), nel periodo romano (Sa Gora), nell'era bizantina (Bruncu 'e s'Olia).
Dolianova, in origine costituita da due borghi, unificati nel giugno del 1905, Sicci San Biagio e San Pantaleo, i cui nuclei antichi sono ben individuabili nello schema urbano radiale, testimonia la presenza di uomini e genti con insediamenti, reperti, emergenze archeologiche e monumentali di cui ne sono un'alta espressione le chiese di San Biagio con portale e presbiterio tardo gotico e San Pantaleo in origine chiesa primiziale della diocesi di Dolia edificata in diverse fasi costruttive tra il 1170 ed il 1289 con elementi pisani, richiami orientaleggianti, architettura romantica.
Barbera sardo, cannonau, carignano, malvasia, monica, moscato, nuragus, nasco, vermentino, milleduecento ettari di sinuose vigne seguono, inseguono i dolci declivi, colorando, segnando duecentoventi stagioni che i seicento soci, le risorse umane, i clienti, i consumatori scandiscono condividendo in molte parti del pianeta con quattro milioni di bottiglie, frutto di una Sardegna generosa, pregevoli uve autoctone, costante lavoro in sintonia con la tecnologia più avanzata, esperienza, attenzione, dedizione, competenza, perizia e passione.
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